Ritrovato il piroscafo "Lanciotto Padre" a cura di Raffaele Onorato

Faceva parte della flotta che il 10 settembre del 1943, due giorni dopo l’armistizio, partì dal porto di Fiume per rimpatriare il tesoro della Banca d’Italia. Sei giorni dopo, il piroscafo “Lanciotto Padre” si inabissò nel Golfo di Taranto, dopo l’impatto con una mina. Dopo 73 anni il relitto è stato ritrovato, oltre 10 miglia al largo della costa neritina di Torre Inserraglio. Non il tesoro, chiaramente, che invece in quei giorni del ’43 ritornò in Italia.

La scoperta, dopo circa un anno di ricerche, è stata fatta nell’ottobre del 2016 dal team di sub del Diving “Costa del Sud” di Santa Caterina di Nardò, guidato da Andrea Costantini, che è riuscito ad individuare l’esatta posizione del relitto, dopo che un pescatore aveva trovato, impigliato tra le sue reti, un vecchio portavivande militare (con incisi dei nomi) e alcuni pezzi di carbone e lo aveva segnalato. Il relitto, lungo circa 50 metri, giace a circa 10 miglia al largo di Torre Inserraglio (Nardò, LE), a 106 metri di profondità. Grazie, infatti, al supporto tecnico dell’Area marina protetta “Porto Cesareo”, è stato possibile effettuare una scansione con “side scansonar” ad alta risoluzione e quindi stabilire l’esatta posizione del relitto. Dalle prime ricerche sembra trattarsi del Piroscafo “Lanciotto Padre”, una imbarcazione commerciale per la pesca, costruita nel 1921 dall’armatore genovese Lanciotto Saltamerenda e requisita dalla Regia marina nel 1940. Stando alle notizie riportate dal Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare, il 10 settembre 1943 il piroscafo Lanciotto Padre, insieme ai sommergibili Ametista, Otaria e Ruggero Settimo, la nave appoggio sommergibili Quarnerolo, l’incrociatore ausiliario Mocenigo, altri sei piroscafi (tra cui tra cui lo Iadera, con il tesoro della Banca d’Italia) e 14 motopescherecci, partì dal porto di Fiume in direzione Sud. La missione era quella di rimpatriare i fondi della Banca d’Italia. Il piroscafo Lanciotto Padre, diretto a Taranto, andò perso verso le ore 10 del 16 settembre in seguito alla deflagrazione di una mina, probabilmente italiana, nel Golfo di Taranto.

Il team di subacquei, composto dai “profondisti” Alex Gubello, Alberto Liturri, Matteo Ciccarese e il responsabile della spedizione Andrea Costantini, con il supporto di superficie di Raffaele Onorato, Nico Gubello e Roberto Specchia, hanno aggiunto, così un altro “gioiello” alla mappa dei relitti scoperti negli ultimi 10 anni nel mare tra Nardò, Gallipoli e Porto Cesareo, tra i quali vanno ricordati, il cacciatorpediniere “Quail”, il cargo “Pugliola”, successivamente il “Caterina Madre” e il bombardiere tedesco Junker 88  (Raffaele Onorato)

Full Cave Course TDI - Orso di Ponte di Nava - nov.2016

DRAGONERA STORY

Nel 1968 durante l'esplorazione del sifone della grotta della Dragonere (Roaschia - Piemonte) due speleosub rimasero bloccati al di là del sifone per una notte intera. Al mattino tra l'incredulità generale riemersero sani e salvi. La storia viene raccontata nel docufilm di Simone Baglietto in maniera magistrale, intervistando i personaggi dell'epoca, gli studiosi del sistema e gli speleosub attuali che stanno conducendo, in collaborazione con il Comune di Roaschia, ulteriori esplorazioni. Un filmato carico di suspense, destinato a amatori e esperti del settore. Interessante anche la ricostruzione dell'incidente con attrezzature dell'epoca.

Enjoy Your Caves in Lampedusa Island

Alcune immagini -agosto 2016- delle grotte dell'isola di Lampedusa (Sicilia)

La sera del 17 agosto 2016 si è svolta a Roaschia (CN)  una  presentazione delle recenti esplorazioni alla grotta della Dragonera e del film realizzato per l'occasione. Il filmato, della durata di circa 25 minuti rivive l'incidente di quasi quaranta anni, fa quando due speleosub persero la strada e fortunosamente si rifugiarono in una piccola sala sconosciuta in aria libera. Il mattino dopo riemersero incolumi destando lo stupore di tutti che già ipotizzavano un finale tragico. Le ottime interviste realizzate ai vari componenti l'equipe e la capacità tecnica di Simone Baietto (che ha curato la regia ed il montaggio del filmato) hanno permesso a tutti di  avvicinarsi ad un evento che segnò la comunità locale per decenni. Molto alto l'interesse con la partecipazione di circa duecento persone.

Sifone della Dragonera: le immagine delle gallerie sommerse

 

LOOKING BACK ON

INNOVATING DECOMPRESSION PROTOCOLS TO EXPEDITE WATER EXITS di  Bret Gilliam

https://www.tdisdi.com/looking-back-on-innovating-decompression-protocols/

bret gilliam2 maids.pdf
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